Robert Kiyosaki ha fatto un passo indietro rispetto all'aumento dell'esposizione a Bitcoin, oro e argento, scegliendo la pazienza invece della partecipazione mentre la volatilità si intensifica e i rischi sistemici prendono il centro della scena.
La decisione riflette cautela piuttosto che capitolazione, con la tesi a lungo termine invariata ma il timing che assume priorità.
Kiyosaki inquadra l'ambiente attuale come uno in cui il rischio macro supera l'opportunità a livello di asset. Dalla sua prospettiva, l'espansione del debito statunitense si trova al centro di quello squilibrio.
Colloca il debito federale vicino ai 38 trilioni di dollari e sostiene che il vero onere diventa molto più grande una volta incluse le obbligazioni non finanziate, distorcendo la stabilità del mercato a lungo termine.
In questo contesto, i movimenti di prezzo a breve termine sono secondari. La preoccupazione maggiore risiede nella credibilità fiscale e nell'intervento della banca centrale, che considera come pressioni strutturali capaci di sopraffare i modelli di rischio tradizionali, indipendentemente dal fatto che un asset sia fondamentalmente attraente.
Nonostante descriva il recente selloff come una "vendita", Kiyosaki non sta impiegando capitale in modo aggressivo. La liquidità, nel suo quadro, rappresenta opzionalità piuttosto che esitazione. Preferisce attendere una conferma più chiara che i mercati abbiano completamente assorbito il rischio al ribasso, invece di reagire a cali bruschi ma potenzialmente incompleti.
Questa posizione si allinea con la sua filosofia più ampia di posizionamento asimmetrico: proteggere prima il capitale, poi impegnarsi una volta che le condizioni passano da reattive a stabili.
Kiyosaki ha delineato zone di prezzo specifiche che stimolerebbero un rinnovato accumulo. Per l'oro, ha indicato 4.000 dollari per oncia come soglia dove la convinzione tornerebbe. L'argento, a suo avviso, diventa più interessante vicino a 74 dollari. Bitcoin rimane sul suo radar, ma solo una volta che le nuove strutture al ribasso siano chiaramente stabilite piuttosto che presunte.
Ha anche notato che la sua attuale esposizione a Ethereum è sufficiente per ora, sebbene ulteriori acquisti rimangano una possibilità se le condizioni si allineano.
Affrontando le preoccupazioni sulla riduzione delle holding, Kiyosaki ha chiarito che le recenti vendite di Bitcoin e oro sono state guidate dalla pianificazione fiscale e dalle esigenze di flusso di cassa legate ad altre iniziative, inclusi investimenti in strutture mediche. Le transazioni non erano un'inversione di convinzione, ma una decisione di riallocazione all'interno di una strategia di bilancio più ampia.
Ha ribadito un principio fondamentale di Padre Ricco Padre Povero, sottolineando che il valore viene creato al momento dell'acquisto, non della liquidazione—un promemoria che il timing e la disciplina contano tanto quanto la selezione degli asset.
La pausa di Kiyosaki riflette uno spostamento dall'accumulo all'osservazione, non una perdita di fiducia negli asset reali o nella scarsità digitale. Fino a quando il rischio fiscale non diventerà più chiaro e la volatilità non si comprimerà in una struttura più definita, il suo approccio dà priorità alla liquidità e alla pazienza rispetto all'esposizione immediata, mantenendo il capitale pronto per i momenti in cui il rischio è più chiaramente prezzato.
Il post Robert Kiyosaki Mette in Pausa l'Acquisto di Asset Mentre la Volatilità Ridisegna il Panorama dei Rischi è apparso per primo su ETHNews.


