Le autorità di Guernsey hanno sequestrato asset per $11,4 milioni legati alla truffa OneCoin. Questa azione ha coinvolto conti bancari fiat e proprietà collegate ai promotori di OneCoin, evidenziando gli sforzi in corso per recuperare i proventi legati alla frode dallo schema ormai defunto.
Le autorità di Guernsey hanno annunciato il sequestro di asset per $11,4 milioni legati alla famigerata truffa OneCoin il 20 gennaio 2026. Gli asset erano composti principalmente da depositi bancari fiat e proprietà.
Il sequestro evidenzia gli sforzi continui per recuperare fondi dallo schema Ponzi OneCoin, dimostrando la collaborazione internazionale nella lotta ai crimini finanziari a livello globale. La Guernsey Financial Services Commission e la polizia, coordinate attraverso l'Organized Crime Reducing Task Force, hanno agito il 20 gennaio. Ruja Ignatova, la fondatrice, e suo fratello Konstantin Ignatov, sono tra le figure collegate. Le autorità di Guernsey hanno preso di mira i proventi storici dalle vendite del 2014-2019, sottolineando che non erano coinvolti asset blockchain.
Gli effetti immediati del sequestro sono limitati poiché i token ONE di OneCoin non erano scambiati pubblicamente. L'impatto finanziario è limitato al recupero degli asset fiat. Storicamente, OneCoin è riuscito a evitare gli exchange di criptovalute a causa della sua classificazione Ponzi. Inoltre, non ci sono segni di difficoltà nel mercato delle criptovalute più ampio a seguito di questo recupero. Gli esperti notano che questo rappresenta una mossa localizzata, senza ripercussioni di mercato estese previste.
I potenziali risultati potrebbero comportare un ulteriore controllo normativo e una maggiore cooperazione internazionale. Precedenti passati, come l'azione del DOJ del 2019 e il sequestro in Bulgaria del 2022, hanno mostrato l'approccio graduale ma costante per svelare gli sfruttamenti finanziari dello schema. Questi sforzi continui sottolineano l'importanza della vigilanza e degli sforzi collaborativi nel frenare i crimini finanziari.


