ETH è sceso sotto i $3.000, diminuendo del 6,74% in un giorno. Rapporti secondari citano fattori come liquidazioni con leva, ridotta attività on-chain e vendite da parte di detentori a lungo termine che contribuiscono al calo, con tensioni geopolitiche che aggravano i rischi di mercato.
Il prezzo di Ethereum è sceso sotto la soglia dei $3.000, registrando un calo del 6,74% il 20 gennaio, secondo fonti secondarie. I rapporti attribuiscono questo declino al cedimento dei livelli di supporto, liquidazioni con leva e tensioni di mercato più ampie.
I rapporti indicano che Ethereum ha scambiato fino a $2.992, rompendo il supporto cruciale a $3.200. Il calo è stato causato da liquidazioni con leva sotto i $3.100, e l'attività dei venditori si è intensificata in un periodo di 30 giorni.
Con ridotta attività on-chain e una diminuzione del 45% delle commissioni, Ethereum affronta pressione. Vitalik Buterin e altre figure chiave non hanno fornito alcuna informazione diretta sulla situazione, secondo le fonti disponibili.
Il calo del prezzo ha colpito asset collegati, incluso Bitcoin, che ha anche registrato un declino. Il sentiment di mercato rimane cauto, con gli investitori che si preparano a ulteriori ribassi di valore nel panorama crypto.
Gli analisti suggeriscono potenziali impatti sugli asset Layer 1 e 2 basati su Ethereum. Tuttavia, le ripercussioni esatte rimangono speculative a causa della mancanza di risposte dirette da parte dei principali leader del settore o degli organismi di regolamentazione.
L'attenzione del settore si sposta ora sulla capacità di Ethereum di riguadagnare stabilità. I modelli storici suggeriscono vulnerabilità se i livelli di supporto critici continuano a cedere, tuttavia non sono evidenti assicurazioni dirette sugli sforzi di recupero.


